L’Etruria

Redazione |

Quaranta Giorni

Quaranta Giorni

Le luci dello spettacolo “Quaranta Giorni” si aprono su un piccolo uomo disperato di nome Giona che consuma da solo il suo misero pasto nel suo alloggio di fortuna. Ha perso tutto dall’ultimo Disastro, si proprio uno di quelli che ci vengono annunciati tutti i giorni al telegiornale: Inondazioni .. Terremoti .. Tsunami .. Frane .. Guerre .. Carestie .. macabre e spaventose regie rubate alla fabbrica del cinema. Terribile Pensarlo invece Pura Realtà.

Giona, l’attore, come prime battute recita “Ninive” di Chiara Arrigoni, l’opera dal quale la brava regista Alessandra Bedino ha tratto l’ispirazione per la regia di “Quaranta Giorni”.

Giona a Dio: ”Io giuro che non ti chiedo più di farmi passare questo odio alla fine mi ci trovo bene ci passo le giornate così è una cosa che mi fa sentire meno solo ma ti chiedo invece solo una cosa … manda giù l’acqua che li spazzi via tutti … che ci liberi si, ci liberi di quell’odore terribile che hanno addosso, plastica scadente profumi costosi corpi sudati che corrono da una parte all’altra verso il nulla … e ci liberi di tutto tutto … Perché è quello che meritano Perché se ci deve essere un mondo dopo questo sfacelo Non è per loro. Sia fatta la tua volontà.”

Dunque quest’Uomo vive la sua disperazione nella periferia di Ninive, una grande metropoli, dove tutti, uomini donne e cose, sono al servizio di un Re viziato e capriccioso e della sua Corte debosciata. Loro Possono Ordinare Tutto via internet, dal cibo più improbabile, alle droghe, come alle bambole del sesso in carne e ossa.

Tutto messo a disposizione dalla politica dello Schiavismo Volontario un tempo chiamato Lavoro.

Tutto questo apparentemente però, perché anche i Privilegiati sono inconsapevolmente schiavi del Consumismo Plastificato che tutto ha distrutto di umano ci fosse “in giro”.

Non citerò la narrazione biblica del profeta Giona e neppure quella del Nuovo Testamento, ma la presenza leggendaria di un personaggio millenario come il suo, nell’opera della Arrigoni, aiuta a rafforzare il messaggio: dobbiamo riportare l’Umanità nel suo alveo, nella sua terrena dimensione, perché l’Uomo è sfuggito alla sua stessa natura e il suo comportamento sta pregiudicando anche l’esistenza della flora e della fauna sulla terra.

L’incomparabile regia di Alessandra Bedino in “Quaranta Giorni” rappresentata al Teatro Spina di Castiglion Fiorentino, organizzata dalla Pro loco in collaborazione con il Comune esprime, attraverso un lavoro di grande tessitura con la sua “Compagnia Invisibile”, il drammatico disagio dell’Uomo Comune sulla Terra costretto, di giorno in giorno, ad annullare i suoi pensieri, sogni e desideri. La sua piccola esistenza, un tempo colma di poesia è oramai sopraffatta dal potere delle multinazionali che obbligano gli Stati all’assoluta politica consumistica.

E’ storicamente vero che, nascosto dietro la meravigliosa ripresa economica degli anni del dopoguerra, si celava l’inizio inconsapevole della distruzione della razza umana sulla Terra grazie alla spinta forzata del Consumismo fatto tutto di plastica e petrolio. 

L’opera teatrale è una metafora della imminente catastrofe globale. Giona sul palco è un uomo che è stato eletto all’ascolto della Parola di Madre Terra, infatti, la figura di Dio in scena è Donna, ma nonostante il privilegio concesso, anche lui rimane sordo e sfiduciato e non avverte l’urgenza di convincere il Re e la sua Corte alla “conversione” per permettere all’Umanità di salvarsi.

Le luci sapientemente distribuite sulla scena curate da Alessio Rosi, enfatizzano il buon lavoro delle maschere in cartapesta create e dipinte da Carlo Giabbanelli. Gli effetti sonori, le musiche e le scenografie sono curate dalla regista Alessandra Bedino con l’aiuto degli svariati costumi di Norma Angelini la cui fantasia ha dato spessore allo spettacolo creando un unicum. Pensate che i visi dei manichini dipinti dalla Angelini sono dei veri capolavori di realismo pittorico e non posso non menzionare la sua brillante idea della scatola contenitore della “donna oggetto” insieme a tutti gli altri complementi di scena costruiti da lei con materiali riciclati. Una donna ricca di Fantasia! Brava!

Per la verità Bravi proprio Tutti!

E’ una recita al passo con i tempi, i nostri dolorosi tempi. 

La “Compagnia Invisibile” è composta da Stefano Berbeglia, Giuliana Bianchi nella parte del Re, Annalisa Cei, Carlo Giabbanelli, Cordelia Palla, Stefania Salvietti e Giovanni Visibelli nella parte di Giona insieme alla regista Alessandra Bedino.

Sono stati tutti molto generosi e molto coraggiosi perché il tema, quanto mai attuale, risulta anche molto difficile da accettare per il pubblico.

Molti spettatori non desiderano ascoltare la voce della realtà ed allora preferiscono ignorare il Problema, ma quello Rimane, si Consolida e prende sempre più Forma perché non viene Ostacolato.

In verità siamo tutti molto spaventati per ciò che ci potrà accadere, ma voltarci dall’altra parte non mitigherà il futuro che ci attenderà ed allora di fronte ad un lavoro studiato onestamente e presentato con professionalità e spettacolarità ci dobbiamo semplicemente rigenerare di fiducia e gratitudine.

Gli attori della Compagnia degli Invisibili hanno seminato in platea pensieri dall’alto valore del grano e le scomode denunce presentate forse potrebbero risultare salvifiche se comprese dagli uomini per tempo.

La forza del Teatro risiede proprio nell’esercizio dell’introspezione offerta dagli attori alla platea e poi sta a noi spettatori rimanerne arricchiti.

Il Teatro può curare anche le angosce personali e sociali che viviamo, perché condividerle psicologicamente è il primo passo per comprenderle, affrontarle e superarle.

Bravi, Bravi, Bravi e pensare che nella vita gli attori della “Compagnia degli Invisibili” vivono altri mestieri, e allora l’impegno amatoriale per il Teatro li rende ancora più Preziosi.

Speriamo che il Comune di Cortona insieme all’Accademia degli Arditi del Teatro Signorelli di Cortona prendano in considerazione di patrocinare una giornata dello spettacolo “Quaranta Giorni” tratto da Ninive di Chiara Arrigoni con la regia di Alessandra Bedino. Penso alle scuole di Cortona e del Territorio della Val di Chiana, ai loro giovani studenti perché immagino possano trovarlo molto interessante proprio perché riguarderà il Loro prossimo Futuro.

Roberta Ramacciotti www.cortonamore.it®